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KAKI KING SUBWAY GIRL

Chitarre Magazine - Febbraio 2006
Di Luca Sghirinzetti

Kaki King e' una ragazza minuta, ma con grinta e sicurezza da vendere, e il suo sguardo intelligente e profondo sembra avere lo stesso estro della sua musica. Sulla terrazza panoramica dell' hotel Galles di Milano, la ventiseienne georgiana - trapiantata a New York - sembra non preoccuparsi molto degli impegni di promozione e non riesce a stare senza suonare. Un po' a malincuore, ripone la sua Ovation dopo una curiosa "Yellow Submarine", e si presta alle interviste. Viene spontaneo parlare della sua tecnica strabiliante, di quella creativita' non comune che la porta a comporre con attitudine esploratrice, profonda, complessa e a volte contraddittoria. Ma se si immagina una ragazza che dedica tutto il suo tempo allo studio, ci si sbaglia.

"La verita' e' che non studio molto", confessa. " Di solito il modo per far suonare bene i miei pezzi e', dopo aver trovato l'idea alla base della canzone, suonarli infinite volte per impararli. E poi io sono a.d.d. (attention deficit disorder, deficit di attenzione)...Per me, stare seduta a studiare per sei ore al giorno e' impensabile! Poi quando sono sul palco generalmente non faccio strafalcioni, ma non sono neanche immacolata nell'esecuzione! E ti diro' di piu': non lo voglio neanche essere."

Anche sul metodo di composizione Kaki sorprende, ammettendo che non ne ha uno: "Se dicessi che vedo una cosa e la descrivo con la musica mentirei. Il mio modo di comporre ha a che fare con quello che il mondo esterno esercita su di me, con le cose che mi rendono triste, che mi fanno arrabbiare o che mi confondono... E' li che nasce tutto, nel raccontare l'aspetto emotivo di una storia. E lo scopo non e' di fare 'sedere' l'ascoltatore, ma di scuoterloemotivamente. Credo che Everybody Loves You sia il mio lavoro piu' bello. Proprio perche' ero cosi' innocente e scrivevo musica senza motivo.

Lo spontaneismo compositivo e' in effetti un altro aspetto tipico dei suoi brani, e il paragone con quello di Michael Hedges, o con lo stile di Preston Reed e' quasi obbligatorio. "Preston e' un mio amico e sono stata sua allieva, anche se per un breve tempo, qualche estate fa. Ho sempre dichiarato che il mio tapping e' ispirato a lui ! Invece e' curioso che mi paragonino a Michael Hedges come se lo conoscessi alla perfezione, o come se lo amassi piu' di ogni altro chitarrista: la realta' e' che non conoscevo davvero la sua musica! Cero, ritengo che sia un onore essere paragonata a personaggi del genere, ma il mio obbiettivo non e' essere un'altro Hedges, o qualcun altro...e' solo suonare!."

E non accetta il ruolo, come qualche critico le ha attribuito , di ultima erede della tradizione fingerstyle: "Alcuni avrebbero voluto che lo diventassi, ma io ho voluto di piu', e tuttora voglio crescere. Non credo che questa (il fingerstyle) sia una tradizione che abbia bisogno di essere protetta, come se fosse una cosa preziosa... Sono stata fortunata nell'apprendere questo stile, ma la mia vita musicale non e' legata solo a questo genere."

Il suo primo lavoro, Everybody Loves You (2003 Velour Music, dalla fine del 2005 disponibile in Italia grazie a Mechanism Records), raccoglie brani scritti in varie fasi della sua crescita, una delle qualie e' l'esperienza di New York, dove si e' trasferita per studiare alla NY University. Sconvolta dall' 11 settembre, e incerta su cosa fare con la sua laurea, si trova a riabbracciare la vecchia passione per l'acustica, da tempo accantonata per il suo altro grande amore: la batteria. E cosi' Kaki suona spesso nel metro, strabiliando con il suo stile eclettico, percussivo e ipertecnico. La sera lavora come cameriera presso il Mercury Lounge, fucina di talenti newyorchesi, e palestra musicale di Kaki:Finche' un suo cd arriva alla Knitting Factory. Per Kaki e' il primo contratto al Tap Bar e il primo passo sulla strada verso l'album di debutto. Il resto e' storia di un successo fulmineo: importanti concerti come supporter, apparizioni televisive, tra cui quella al David Letterman Show, il secondo lavoro Legs To Make Us Longer (2004 Epic/SonyBmg, ancora inedito in Italia) e tournee' internazionali ne sanciscono a pieno titolo l'ingresso nello stardom chittaristico.

Una bonus track di Everybody Loves You - "L Train , 1st Ave Low" - riguarda l'esperienza di New York, e del suonare nella subway. Brano triste e dark dal sapore post-rock. Le chiedo se davvero e' stata un'esperienza cosi' triste.

"Quel pezzo l'ho registrato, proprio in metro, e il rumore di treno che si sente e' reale! Be' si, il brano e' triste, ma non parla della tristezza di quell'esperienza, che nel complesso e' stata positiva."

Kaki e' anche un'ottima batterista, e componendo 'pensa' in termini batteristici. Prima il groove, affidato ai bassi, eventualmente la percussione della cassa, poi la melodia. La chitarra e' entrata pero' prestissimo nella sua vita, per essere poi riscoperta in eta' adolescenziale.

"Ho iniziato a suonare verso i quattro o cinque anni, ma presto mi sono stancata. Crescendo, ho riscoperto la musica e ho cominciato a prendere delle decisioni, a cominciare dal cosa volevo ascoltare! Verso l'adolescenza o cominciato ad ascoltare la radio e ho detto "wow"! Sentivo delle cose della Motown, come i Four Tops, che mi facevano letteralmente impazzire. Volevo diventare elettrizzante allo stesso modo!"

Oggi ha in cantiere un nuovo album, suona molto anche l'elettrica e la lap steel, canta - molto bene, come si intuisce da Leg To Make Us Longer - e punta ad una crescita artistica che si preannuncia notevole. Aspettiamo con ansia, e con piacere gustiamo ancora una volta Everybody Loves You.
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