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KAKI KING
Una rivelazione a sei corde - Intervista


di Magda Di Genova

Giovane rivelazione del panorama chitarristico internazionale, Kaki King è ormai una star negli Usa. Può già vantare collaborazioni di prestigio, con David Byrne, Marianne Faithfull, Mike Gordon, Charlie Hunter e molti altriÖ E Acoustic Guitar Magazine l'ha anche segnalata tra i migliori chitarristi dell'anno. Ecco l'intervista che ci ha rilasciato in esclusiva

Kaki King è una ragazza deliziosa, che sorride deliziosamente, deliziosamente glissa su alcune domande e accetta di rispondere, deliziosamente e laconicamente, ad altre.

-Mi racconti di quando hai incontrato 50 Cent? (Kaki ha recentemente dichiarato: "Quando 50 Cent mi ha autografato le tette, ho avuto un orgasmo.")

No. Questa è un avvenimento privato che riguarda me e "tesoruccio".

- Tra le influenze musicali hai sempre citato Stravinsky, Debussy e Prokofiev. La musica classica davvero influenza il tuo modo di fare musica o influenza semplicemente te come persona?

Non sono la persona più adatta a giudicare quali influenze si possano sentire nella mia musica. In ogni caso sono una grande ascoltatrice e amante della musica classica.

- Il tuo ultimo album, "Everybody Loves You", è stato prodotto da David Torn. Non è stata una sorpresa, un'ottima scelta. Hai già in mente chi produrrà il tuo prossimo disco? Posso suggerire Billy Sheehan?

Ö

- Va bene. Ci sono due canzoni che hanno sempre catturato la mia attenzione: "Nails" (inclusa nell'album come traccia fantasma perché l'etichetta non voleva che il disco contenesse 12 canzoni. Almeno, questo è quello che si dice in giro) e "GWOT" (che sta per "Gobal War on Terrorism"). Ti va di parlarmene?

"Nails" è la canzone migliore dell'album.
"GWOT" è la mia prima canzone suonata con la lap steel e ne vado abbastanza fiera. Vorrei averla registrata ora perché sono diventata molto più brava a suonarla.

- In una vecchia intervista ho letto che non scrivi mai le note di una canzone: la suoni e la impari a memoria. Segui ancora questo metodo di composizione o è cambiato, magari preparando questo tuo disco più recente?

Stesso sistema. Occasionalmente registro qualcosa se sto lavorando a parti multiple, ma non annoto la musica. Se mi rimane in testa, significa che vale la pena di farne una canzone.

- Quando capisci che una canzone è finita e come ne decidi il titolo?

Quando l'etichetta discografica mi dà una scadenza.

- C'è un segreto per raggiungere, come sei riuscita tu, un discreto successo pubblicando dischi strumentali e minimali?

Devi essere molto telegenica.

- Hai iniziato a esibirti suonando nelle stazioni della metropolitana. Cosa ti ha insegnato questa esperienza?

Quanto a lungo riesco a stare in piedi a suonare la chitarra prima di aver bisogno di fare pipì.

- Mi parli del progetto "KanD"?

"KanD" è l'abbreviazione di "Kaki e Dan".
Dan (Treut) è il batterista più folle che abbia mai conosciuto.
Alcune volte io suono la batteria e lui la chitarra. In questo caso ci chiamiamo "DanK".

- Il tuo sito web è delizioso. Quanto ne sei coinvolta e chi ha avuto l'idea delle torte?

Ha pensato a tutto il mio amico Brian Ponto. È adorabile, vero? Adoro essere un cartone animato...
 
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