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Kaki King
Oltre una semplice sei corde

Rockerilla - Dicembre 2005
di Giancarlo Curro'

Quella di Kaki King e' una delle scoperte piu' intriganti che potevamo fare. La Mechanism, l'attenta realta' nostrana di Chris Di Mauro, di fronte al successo che la musicista riscuote in terra americana, scioglie gli indugi e decide di pubblicare la versione italiana di "Everybody Loves You", l'ultimo credit della giovane chitarrista. Il fascino, la perizia tecnica, l'ispirazione, chiudono il cerchio su un 'idea, un progetto, un'esperienza che, a buon diritto, vorremo candidare a newcomers dell'anno.



- Fughiamo pero' per un momento le facili esaltazioni: Kaki, partiamo dalla tua storia, da questa storia, dai tuoi esordi, dai tuoi primi passi nel mondo della musica, dai tuoi primi accordi.

"Avevo piu' o meno cinque anni, quando ho preso in mano per la prima volta una chitarra, ma non credo di essere stata particolarmente interessata allo strumento a quell'eta', almeno fino a quando non ho raggiunto i miei teenagers years. Avevo piu' o meno nove anniquandoho iniziato a suonare la batteria, e le due cose alla fine, si sono unite".

- Ci dici qualcosa sulle tue ispirazioni, sul chi o cosa ha fatto si' che tu iniziassi a suonare, ad esibirti, che tu diventassi una musicista ?

"Ho sempre avuto un debole per i Lush. Mi affascina il pensiero che i due songwriters della band, quando compongono le canzoni, non hanno la benche' minima idea di cosa stanno facendo, e riescono comunque a fare musica bella e al contempo complessa. Ti diro': "Split", il loro disco, e' la cosa piu'bella in assoluto che mi sia mai capitata di ascoltare. E poi credo di esser stata molto influenzata dalle collezioni di David Kendrick (?)".

- Ho letto in giro che consideri la musica come un linguaggio delle emozioni. Sono parole tue, testuali ....

" Sono i filosofi che dicono che la musica e' una forma speciale di arte, una forma che non esprime una particolare emozione, ma che e' essa stessa un'emozione".

- C'e' anche un aspetto curioso della tua storia. Tu suonavi nelle stazioni della metropolitana, e poi sei arrivata anche ad esibirti al Late Night Show. ma cos'e' che ti da' tutta questa energia? Cosa ti ha permesso secondo te un salto cosi' importante ? Ha una ricetta il tuo successo ?

"Uova e bacon la mattina, hamburger, molti snack, e un po' di pesce la sera, con un po' di vino naturalmente"

- Senza pensarci molto, qual'e' la cosa piu' bella dell'essere musicista per Kaki King ?

"Poter bere birra gratis".

- E la piu' brutta ?

"Risvegliarsi praticamente distrutti dopo una sbornia di birra"

- Diciamo qualcosa anche in merito a questo tuo lavoro a "Everybody Loves You". Com'e' stata questa esperienza discografica ?

"Everybody Loves You"' e' un disco veramente speciale, un lavoro importante per me, perche' questo disco l'ho voluto, pensato e composto da sola, senza produttori, con il supporto di pochi cari amici che mi hanno aiutato nell'ingegneria dei suoni. Alcune canzoni le ho scritte qualche anno fa', quando ero ancora proprio una ragazzina: e' come se dentro questo disco ci fosse la mia innocenza".

- C'e una canzone che preferisci piu' delle altre ? Se si per quale motivo ?

"A me piace molto "Everybody Loves You", la canzone che da' il titolo all'albo, perche'e' la piu' difficile da suonare"

- La tua musica, oggi, e' sostanzialmente strumentale: hai mai preso in considerazione la possibilita' di utilizzare la tua voce nei tuoi brani ?

"Si, certamente"

- E' un proposito ?

"No, quello ce l'ho: imparare a suonare l'accordion".

Finisce cosi' il nostro veloce incontro virtuale con Kaki King. La sua musica, la sua tecnica, e' straordinaria, la sua inclinazione, la creativita', e' rara e preziosa. Non e' facile imbattersi in tanta raffinatezza.

www.kakiking.it
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